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Ginevra Ollandini , guarita da un carcinoma al seno, racconta : " La mia è una malattia che fin dal nome non prometteva nulla di buono: triplo negativo vuol dire tre no ai tre possibili bersagli delle nuove terapie mirate. Significa che i medici non avevano altra arma che la vecchia chemioterapia, con i suoi effetti collaterali. Ma l’oncologo che mi aveva in cura mi diede speranza: con un più aggressivo protocollo sperimentale, messo a punto dalla rete di ricercatori sostenuta da AIRC, potevo farcela anch’io. E così mi buttai senza pensarci troppo su, confidando in chi mi curava ma anche nella mia forza di carattere, mai venuta meno. Non persi tempo a recriminare su una diagnosi che avrebbe potuto essere anche più precoce: ad agosto infatti mi ero già accorta di avere un nodulino al seno, ma non avevo dato importanza alla cosa perché mi ero sottoposta allo screening con ecografia e mammografia solo pochi mesi prima. Invece era già il tumore che faceva capolino e che si sarebbe manifestato solo a dicembre. Non fu un errore dei medici, perché al momento in cui avevo eseguito gli esami, come è stato poi verificato, la malattia era ancora invisibile e ha cominciato a crescere solo nei mesi successivi. È un caso raro ma che può capitare, per cui raccomando alle mie amiche: sottoponetevi regolarmente ai controlli, ma non trascurate per questo eventuali segnali di allarme tra un accertamento e l’altro. Un risultato rassicurante non deve infatti trarre in inganno. Nel mio caso alla fine fu una ghiandola infiammata sotto l’ascella a svelare la presenza del tumore. Venni operata e sottoposta a tutte le cure del caso. Quando mi ammalai stavo facendo ristrutturare l’azienda agricola che gestivo, per creare un agriturismo insieme con mia figlia. Al ritorno dalle sedute di chemioterapia, perciò, andavo a seguire i lavori o a controllare la trebbiatura del grano. «Continui la sua vita come sempre» mi diceva l’oncologo. E io sono sicura che tenermi impegnata anche in quel periodo così difficile, concentrandomi sul futuro invece che sulla malattia, certamente mi ha aiutato." La ricerca sul tumore al seno non si ferma. Rendiamo il cancro sempre più curabile.
da http://d.repubblica.it/dmemory/2011/11/05/feelgood/feelgood/210rea766210.html Feel Good Reality Med TRIPLO ATTACCO AL TUMORE
di D. Condorelli
Foto di P. Leconte/Picturetank - Getty
Un nodulo sotto le dita, sfiorando il seno. Una mammografia effettuata appena pochi mesi prima, quando la malattia era ancora invisibile. E poi la diagnosi: carcinoma al seno del tipo "triplo negativo". Era il 2006 quando Ginevra Ollandini, oggi dinamica sessantaquattrenne, ha incontrato una delle forme più temibili di cancro al seno. Triplo negativo vuol dire tre no ai possibili bersagli delle terapie mirate che oggi danno i migliori risultati: i recettori ormonali e la proteina HER-2. Unica strada, allora come oggi, una chemioterapia molto aggressiva. "Occorre collaborare e crederci", racconta Ginevra. "L'operazione, poi 24 sedute di radioterapia - non ne ho mai persa una - e infine la chemio, pesantissima. Un aiuto solo da alimentazione e integratori. Volevo vivere". Ginevra non ha mai smesso di dedicarsi all'agriturismo che gestisce con la figlia sulle colline pisane, Cima alla Serra. "Certo, non vado più sul trattore, ma continuo a divertirmi. In questo periodo raccogliamo le olive per un olio speciale, vincitore di molti premi. Dopo la seduta di chemio andavo a controllare la trebbiatura del grano nei campi, per darmi forza. Oggi mi sento guarita". Il tumore triplo negativo continua a spaventare. Ma ha un nemico in più. Le ricerche, finanziate dall'Airc, Associazione italiana ricerca sul cancro, condotte da Giannino Del Sal del Consorzio Interuniversitario Biotecnologie di Trieste, che coordina 88 ricercatori. Tra questi, l'oncologo Angelo Di Leo dell'ospedale di Prato, che ha seguito Ginevra nel suo iter di cure. La scorsa estate Del Sal ha pubblicato sulla rivista Cancer Cell la scoperta di una firma molecolare del tumore al seno. Il team coordinato dal ricercatore ha analizzato oltre 200 casi di tumore della mammella individuando due caratteristiche che, insieme, indicano una malattia più aggressiva.
Ginevra Ollandini su RAI UNO per AIRC Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro il giorno domenica 13 novembre 2011 Rai Uno ore 06:30 Unomattina in famiglia. Miriam Leone e Tiberio Timperi aprono come sempre la giornata conclusiva di RAI per AIRC, dedicando tre importanti spazi di informazione e invitando il pubblico a donare per tutta la puntata ORE 06:40 Ginevra Ollandini racconta come, grazie alla ricerca, ha potuto guarire da un tumore al seno particolarmente aggressivo, il cosiddetto triplo negativo. Con lei l'oncologo Angelo Di Leo che l'ha curata e che fa parte di uno dei dieci progetti speciali finanziato grazie al 5 x 1000 generosamente donato ad AIRC da migliaia di cittadini. ATTENZIONE: Eventuali numeri di telefono presenti nel video, che potrete vedere cliccando sotto su link correlati, non sono più attivi, in quanto riferiti ad una specifica campagna di raccolta fondi non attualmente in vigore.
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