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mercoledi 25 gennaio alle ore 21.00 giovedi 26 gennaio alle ore 12.00 venerdi 27 gennaio alle ore 23.00 sabato 28 gennaio alle ore 23:00 domenica 29 gennaio alle ore 16.00 e 23.00 su 50CANALE, sulla tua TV ch12 digitale terrestre (in Toscana anche in altri canali e su www.50canale.tv) andrà in onda la seconda puntata del 2012 di PROFESSIONE SICUREZZA che avrà come tema la Sicurezza in mare con particolare riferimento al NAUFRAGIO della Carnival Costa Concordia. In studio Mariano Bizzarri, il direttore responsabile della testata giornalistica di 50Canale Alessandro Turini e , come ospite, il Marchese Domenico Ollandini , capitano di fregata in quiescenza. Sarà analizzata la rotta della nave e le procedure adottate dopo l'incidente valutando con attenzione le azioni del comandante Schettino che spiegò ai manager della Costa, probabilmente a Roberto Ferrarini, sentito al telefono almeno tre volte fra le 22.05 e le22.58, la drammaticità della situazione. Questo non significa automaticamente che Costa abbia qualche responsabilità nel disastro, ma quei lunghissimi, interminabili 76 minuti di sospensione, di attesa sciagurata prima di dare finalmente l’ordine di evacuazione, restano uno dei grandi misteri di questa inchiesta sempre più complessa. Sono in corso gli esami tossicologici per stabilire se Schettino fosse sotto l’effetto di droghe; si sentono testimoni su testimoni; si aspetta l’esame, importantissimo, della scatola nera che verrà aperta da un perito nel corso di un incidente probatorio e dunque alla presenza di consulenti dell’accusa e della difesa. Non solo: la procura prepara il ricorso al tribunale del riesame per riportare Schettino in cella (Articolo 432. Codice Penale : Attentati alla sicurezza dei trasporti. Chiunque pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se dal fatto deriva un disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni). La nave non doveva passare nelle acque del Parco nazionale. LA ROTTA VIENE SCELTA DAL COMANDANTE DELLA NAVE ( O DALL’ARMATORE ), NON VIENE COMUNICATA ALLA GUARDIA COSTIERA CHE DOVRA’ SOLO CONOSCERE PORTO DI PARTENZA E PORTO DI ARRIVO - Le zone tutelate all'isola del Giglio sono esclusivamente a terra, circa la metà del territorio; inoltre sono stati inseriti nel perimetro del parco gli isoletti le Scole (dove la nave ha urtato nello scoglio), lo Scoglio del Corvo e le Isole della Cappa. GRAVE : intercettazioni ambientali del comandante Schettino, che al telefono con un amico, dalla caserma dei carabinieri di Orbetello il giorno dopo il naufragio, diceva: “Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso” , sconfessando le sue stesse dichiarazioni rilasciate ai pm nell’interrogatorio, quando aveva detto: “Sono caduto in una scialuppa. Ero su uno scoglio”.
Ma si esamina anche il sistema Vessel Traffic Services (Vts), il grande occhio in mano alla Guardia costiera. Quella notte la Guardia costiera viene avvisata con colpevole ritardo e, anzi, alle 22.12 da bordo minimizzano e parlano ancora di blackout. Resta il fatto che il Vts dovrebbe permettere agli operatori di conoscere la rotta esatta di ogni nave, senza doverne chiedere conferma agli interessati. Dunque, a Livorno avrebbero dovuto seguire in tempo reale la folle corsa della Concordia, lontana dal percorso abituale. E ci si interroga retrospettivamente: quante volte in passato si è chiuso un occhio e pure l’altro davanti a inchini spettacolari e temerari come salti di acrobati?
Dopo la sospensione delle operazioni a causa del peggioramento delle condizioni meteo-marine di ieri notte, questa mattina sono riprese le ricerche sul relitto della Costa Concordia. La Marina Militare ha fatto esplodere microcariche di esplosivo sul ponte 3 per ampliare il varco già esistente e consentire maggiore libertà di manovra ai sommozzatori impiegati per ispezionare il relitto alla ricerca di altri corpi. Ieri, proprio in quel settore della nave, è stata trovata la sedicesima vittima del naufragio. Restano 22 i dispersi. Per quanto riguarda il drenaggio del carburante della nave, le operazioni dovrebbero iniziare sabato. “Tra oggi e sabato – ha detto Schuttevaer, portavoce dell’azienda olandese Smit Salvage (incaricata di svuotare il bunker di Costa Concordia) – potremo cominciare le operazioni di foramento delle casse. Ai buchi saranno collegate due flange. Con una verrà spinta aria nel bunker, con l’altra aspirato il carburante”. Intanto l’Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della regione Toscana, “ha rilevato significativi livelli di inquinamento, causati da tensioattivi e detersivi”. Lo ha affermato Alessandro Franchi, dirigente dell’ente, secondo il quale “la situazione deve essere tenuta costantemente sotto controllo e monitorata”.
ULTIMA PARTE DELLA TRASMISSIONE : Il 17 dicembre l’Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, ha perso nel tratto di mare tra Gorgona ed il Banco di Santa Lucia, alcuni semirimorchi carichi di merce pericolosa non meglio specificata. Si tratta di1 98 bidoni metallici. Ognuno contiene 200 chili di monossido di cobalto e molibdeno. Secondo una comunicazione ufficiale della Guardia Costiera di Livorno «Il prodotto è contenuto all’interno di sacchi di plastica nera racchiusi in fusti metallici di colore azzurro della capacità di 200 litri. Il materiale diventa pericoloso a contatto con l’aria scaldandosi fino ad alte temperature e producendo fiammate bluastre e liberando polveri e gas tossici». Esperimenti su animali hanno indicato che troppo molibdeno causa deformità fetali.
Il 9 luglio scorso , a circa 10 miglia a nord del porto di Marciana Marina, all’isola d’Elba, l’equipaggio dell’imbarcazione tedesca MS Thales ha incrociato la nave portacontainer Toscana proveniente da Malta, ferma in mezzo al mare con segni inequivocabili di attività di scarico, in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos.
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