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Storia

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Corpo delle Guardie di Città
(1890-1919)

“Un nome più civile - disse il ministro dell’Interno Francesco Crispi - e più corrispondente alla realtà del loro ufficio, che non si estende alle campagne, né ai borghi, né ai villaggi”.

Le Guardie di Città hanno il compito di "...vegliare al mantenimento dell'ordine pubblico e all'incolumità e tutela delle persone e delle proprietà, di prevenire, reprimere e scoprire i reati, di raccoglierne le prove e di procedere all'arresto dei delinquenti. Ha pure incarico di curare l'osservanza delle leggi e dei regolamenti speciali dello Stato, delle province e dei comuni, delle ordinanze delle pubbliche autorità, e di prestare soccorso in caso di pubblici e privati infortuni...".

“ Le Guardie di Città, concentrate in prevalenza nei maggiori centri urbani, sedi di questure, commissariati e delegazioni di Pubblica Sicurezza, si distinguono per le numerose operazioni di polizia e per l'opera di soccorso offerta alla popolazione colpita dai terremoti calabro-siculo del 1908 e di Avezzano del 1915. Per questo suo impegno, la Polizia riceve due medaglie d'Oro di Benemerenza, prima testimonianza della sua vocazione di ente di soccorso pubblico.”

> 21 Dicembre 1890 – 2 Ottobre 1919

A distanza di poco meno di quarant'anni dall'istituzione delle Guardie di P.S., un rinnovamento formale coinvolge il Corpo. In seno al ministero dell'interno, Crispi elabora tra il 1880 e il 1883 una serie di innovazioni per i dipendenti della Pubblica Sicurezza una delle quali sarà il trasferimento della competenza degli arruolamenti dei poliziotti ai Prefetti. Il processo riformatore sfocia nella legge n. 7321 del 21 dicembre 1890 sul "servizio e le attribuzioni degl'uffiziali e agenti di pubblica sicurezza": vengono in sostanza costituite le Guardie di Città che unificarono la P.S. con le milizie municipali di istituzione albertina. Questa legge introduce nuove strutture per la gestione delle sicurezza interna, è da questo periodo che si inizia a parlare di Prefetture e Questure. E' sotto Luigi Berti, primo direttore generale della Pubblica Sicurezza, che si istituirono le questure in tutti i capoluoghi con almeno centomila abitanti. Con la legge del 21 dicembre 1890 il nome del Corpo delle Guardie di P.S. fu cambiato in Guardie di città.
“Un nome più civile - disse il ministro dell’Interno Francesco Crispi - e più corrispondente alla realtà del loro ufficio, che non si estende alle campagne, né ai borghi, né ai villaggi”. Le Guardie di Città conservano un'organizzazione militare ed il Corpo è strutturato in compagnie, brigate e sottobrigate (come previsto dal regolamento per le Guardie di Città approvato con legge n.423 del 14 agosto 1892). Il comando delle compagnie è attribuzione di un Ufficiale di P.S. mentre è demandato ai marescialli e aibrigadieri per brigate e sottobrigate.
Gli anni turbolenti del primo dopoguerra richiedono un adeguamento dell'organizzazione della Polizia in materia di ordine e di sicurezza pubblica e con il Regio Decreto n°1790 del 1919 il presidente del consiglio, Francesco Saverio Nitti, istituì il Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza Il Corpo Guardie di Città transita nel nuovo Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza che "...fa parte integrante della forza pubblica e delle forze militari dello Stato, ed è preposto alla tutela dell'ordine pubblico nei centri di maggior popolazione, dove esercita funzioni esecutive di ordine pubblico, di polizia giudiziaria ed amministrativa...".
La Regia Guardia è alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno, dei prefetti, dei questori e dei commissari.
La Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza fu, quindi, il corpo di pubblica sicurezza che sostituì il preesistente Corpo delle Guardie di Città dal 2 ottobre 1919 al 31 dicembre 1922 quando fu sciolto dal governo Mussolini che lo sostituì con la Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale.

> Dal Regolamento per il Corpo delle Guardie di Città

Il servizio di pubblica sicurezza dipende dal Ministero dell'Interno e, subordinatamente, dai Prefetti e dai Sotto- Prefetti; ed è eseguito sotto la loro direzione dagli ufficiali o dagli agenti di pubblica sicurezza, coadiuvati da un personale d'ordine e di servizio.
Sono ufficiali di pubblica sicurezza gli Ispettori Generali, i Questori, i Commissari, i Vice-Commissari e i delegati. Ad eccezione degl'Ispettori Generali e Questori, tutti gli ufficiali di pubblica sicurezza sono anche ufficiali di polizia giudiziaria.
Nelle città capoluogo di provincia, con popolazione superiore a centomila abitanti, all'ufficio provinciale potrà essere posto un Questore. Il Questore ha le stesse attribuzioni dei Sotto-Prefetti, e può avere alla sua dipendenza uffici di sezione.
Nelle altre città capoluogo di provincia è posto un commissario. Nei comuni ove non vi sia un ufficiale di PS, il sindaco o chi ne fa le veci, ne esercita le funzioni sotto la dipendenza del Prefetto, Sotto-Prefetto, o del Questore. Nell'atto di ammissione in servizio, gli ufficiali e gli impiegati di pubblica sicurezza prestano giuramento innanzi al Prefetto. Tra gli impiegati civili vi è la figura dell'alunno d'ordine, i cui posti sono conferiti per esame di concorso e dopo un tirocinio della durata massima di mesi sei, gli alunni conseguono la nomina al posto effettivo, retribuito con stipendio.

> Gli agenti di pubblica sicurezza

Sono agenti di pubblica sicurezza in servizio permanente i carabinieri reali e le guardie di città. Sono pure agenti di pubblica sicurezza le guardie di finanza e forestali, le guardie carcerarie, le guardie campestri, daziarie, boschive, ed altre dei comuni, costituite in forza di regolamenti, deliberati e approvati nelle forme di legge, e riconosciuti dal Prefetto. Le guardie di città sono costituite in un unico corpo dipendente dal Ministero dell'interno, ed hanno servizio esecutivo della polizia amministrativa e giudiziaria.
Le guardie di città sono reclutate di preferenza fra i carabinieri, i soldati di prima categoria in congedo illimitato e gli iscritti nella seconda categoria che abbiano ricevuto un'istruzione militare. Il servizio è calcolato come prestato sotto le bandiere e sono dispensati dal rispondere alla chiamate per le classi cui appartengono. Infrazioni come la diserzione qualificata o l'insubordinazione ai superiori, accompagnata da minacce o vie di fatto, sono punite secondo il codice penale militare dai Tribunali militari.
Sono superiori gli ufficiali di PS I diritti di pensione delle guardie, graduati ed ufficiali del corpo e delle loro famiglie, per malattie, o morte a causa di servizio, saranno liquidati con le norme e nelle misure stabilite per l'esercito.

> Attribuzioni degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza

Gli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza vegliano al mantenimento dell'ordine pubblico, alla incolumità ed alla tutela delle persone e della proprietà, e in genere alla prevenzione dei reati; raccolgono le prove di questi e procedono alla scoperta, ed in ordine alle disposizioni di legge, all'arresto dei delinquenti; (...)
Gli ufficiali di pubblica sicurezza prestano la loro opera, a richiesta delle parti, per comporre privati dissidi (...)
...Gli ufficiali di pubblica sicurezza daranno gli ordini e faranno le intimazioni in nome delle legge; e dovranno porsi ad armacollo la sciarpa tricolore. Gli ufficiali incaricati dell'esecuzione dei servizi di pubblica sicurezza potranno richiedere la forza armata, quando siano insufficienti o non disponibili i reali carabinieri e gli agenti di PS.
La forza armata rimane sotto il comando dei suoi capi militari ma nell'esecuzione del servizio per cui furono richiesti, sono a disposizione degli ufficiali di PS, ai quali ne spetta l'intera responsabilità (...)

> Disposizioni generali e transitorie

(...) Gli ufficiali, impiegati e gli agenti di pubblica sicurezza non possono esercitare qualsiasi altro ufficio pubblico, professione, arte, o mestiere, ne possono assumere la qualità di amministratori, consiglieri...o altro ufficio nelle società costituite ai fini di lucro.

> Costituzione del Corpo

Il Corpo delle Guardie di Città è costituito in compagnie, brigate e sotto brigate, e si compone di ufficiali, graduati, guardie ed agenti ausiliari.
Le compagnie sono istituite nelle città sede di Questura; le brigate negli altri capoluoghi di provincia. (...) Al comando delle guardie di città nella capitale è preposto un Ispettore comandante; al comando delle altre compagnie un vice-Ispettore comandante.
Le brigate sono comandate da un maresciallo o brigadiere, secondo l'importanza della brigata e il numero delle guardie. Alle sotto-brigate è preposto un sotto-brigadiere. Inizialmente la gerarchia della subordinazione è la seguente

Agenti:
Allievi;
Guardie - Agenti ausiliari di 3^ classe;
Guardie scelte;
Sotto-brigadieri - Agenti ausiliari di 2^ classe;
Brigadieri - Agenti ausiliari di 1^ classe;
Marescialli;
Ufficiali:
Comandanti di 3^ classe;
Comandanti di 2^ classe;
Comandanti di 1^ classe;
Vice-Ispettori Comandanti;
Ispettore comandante.
Tutti i funzionari di pubblica sicurezza sono superiori alle guardie ed ai graduati. Gli ufficiali dipendono dal Prefetto, salvo quanto per l'esecuzione del servizio può essere disposto dal Questore, commissario, vice-commissario o delegato. Successivamente un riordino dell'ordinamento cambia la denominazione dei comandanti e attribuisce loro i gradi in uso per l'esercito in ragione di:

sottotenente;
tenente;
capitano;
maggiore;
tenente colonnello.

> Istruzione delle guardie e dei graduati

Dall'unificazione nazionale alla legge di riforma del 1981 è stata costante l'attenzione dello Stato per la formazione e la preparazione della Polizia. Il primo embrione di un corpo di Guardie di pubblica sicurezza vede la luce ancor prima della costituzione dello Stato unitario, nel 1852. Una legge apposita (la 1404 dell'11 luglio 1852) stabilisce la formazione di un nucleo con un organico di poche centinaia di unità, posto alla dipendenze del ministero dell'Interno e con un'organizzazione di tipo militare. I compiti attribuiti a questa piccola forza sono quelli tipici della società del tempo: "Mantenere l'ordine e la tranquillità e la sicurezza pubblica; vegliare sugli oziosi vagabondi e mendicanti, donne di malaffare, giocatori e recidivi; la ricerca non interrotta dei malfattori di ogni genere seguendo attentamente ogni traccia indicante o valevole a far presumere reati; accorrere agli incendi ed altri simili avvenimenti rimarchevoli, provvedendo alle occorrenze nel miglior modo possibile".
Ad unificazione avvenuta uno dei primi obiettivi del nuovo Stato è proprio quello della formazione e preparazione del Corpo; viene istituito un "Deposito di istruzione" che nel 1876 viene denominato "Scuola allievi guardie di pubblica sicurezza" e trasferito da Torino a Roma.
Nel frattempo l'organico è cresciuto, gli effettivi sono circa 4000; nel 1880, in occasione dell'emanazione del nuovo regolamento del Corpo, vengono impartite anche numerose disposizioni riguardanti l'istruzione. In particolare viene stabilito che le guardie seguano lezioni settimanali sulle leggi, i regolamenti, il modo di verbalizzare, di redigere i rapporti, la calligrafia e l'aritmetica, le armi in dotazione e gli esercizi militari. Lo stesso testo prevedeva che gli aspiranti guardie fossero sottoposti a visita medica e a prove di lettura e calligrafia. Gli idonei provenienti dall'Esercito o da altre forze di polizia divenivano Guardie, mentre quelli provenienti dalla vita civile diventavano Allievi. Questi ultimi frequentavano un corso della durata non superiore a sei mesi alla Scuola di Roma, mentre le Guardie facevano tre mesi di addestramento nelle città sedi dei comandi di battaglione. Gli uni e gli altri all'atto della nomina prestavano giuramento e sottoscrivevano una ferma di sei anni. Sempre nel 1880 presso la Scuola di Roma veniva istituita un'altra scuola per l'avanzamento degli appuntati al grado di sottobrigadiere.
Dieci anni più tardi il Corpo delle guardie viene trasformato in "Corpo guardie di città" per evidenziare il suo ambito operativo in una società che da quasi esclusivamente contadina stava diventando anche urbana.
La scuola del Corpo Guardie di Città è istituita in Roma, alla dipendenza del Ministero dell'interno ed ha per scopo precipuo provvedere al tirocinio dei marescialli aspiranti al grado superiore, all'esperimento delle guardie scelte da promuoversi a sotto-brigadieri, all'istruzione degli allievi guardie.
Alla scuola sovrintende un funzionario superiore del Ministero, delegato dal Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Vi è un Direttore Comandante, coadiuvato da un ufficiale con le funzioni di vice-Direttore. L'istruzione viene impartita da insegnati muniti di regolare patente di maestri elementari, e da altri maestri per la scherma e la ginnastica. Dell'istruzione riguardante le leggi e i regolamenti è incaricata persona competente. Alla scuola è anche addetto un medico. Tanto gli insegnanti quanto i medici sono nominati dal Ministro dell'interno.
L'istruzione degli allievi consiste in:
_ leggere
_ scrivere
_ far di conto
_ nozioni elementari delle legge di pubblica sicurezza e del codice penale
_ nozioni del codice di procedura penale per la parte relativa alla polizia giudiziaria
_ servizio pratico
_ scuola di contegno
_ istruzione individuale
_ istruzione e maneggio delle armi
_ scuola di plotone e di compagnia
_ esercitazioni al bersaglio
_ istruzione di scherma
_ ginnastica e passeggiate militari
_ istruzioni morali
Gli allievi vengono sottoposti a giudizio di una commissione esaminatrice composta dal Direttore comandante, funzionario superiore addetto, un istruttore di corso, dopo quattro mesi dall'inizio dell'istruzione. Se meritevole l'allievo può essere nominato guardia, in alternativa può essere trattenuto nella scuola per altri due mesi e risottoposto ad esame finale. Nel caso anche la seconda prova non sortisca esito favorevole, l'allievo viene licenziato.
Nell'era giolittiana (Giovanni Giolitti è primo ministro a più riprese, dal 1901 al 1921) l'attenzione alla preparazione e alla formazione degli agenti e ufficiali di P.S. subisce un incremento.
L'evoluzione delle conoscenze e della società porta nel 1902 alla costituzione di una Scuola di polizia scientifica che viene affidata alla guida di Samuele Ottolenghi, seguace delle teorie criminologiche lombrosiane in voga in quel tempo. La sede, in sintonia con questa impostazione, viene significativamente posizionata nel carcere di Regina Coeli. Nella Scuola viene poi istituito un Casellario centrale con un ruolo operativo nei servizi d'istituto. Nel 1919 altro cambio di denominazione per la Polizia, con due regi decreti viene istituito il Corpo degli agenti di investigazione e soppresso il Corpo delle guardie di città. Al suo posto viene costituito un Corpo per la regia guardia di pubblica sicurezza.
 

> Avanzamento

L'allievo guardie viene promosso guardia dopo apposito tirocinio nella scuola e a seguito di esame con esito favorevole.
La promozione de' graduati e guardie è fatto con decreto ministeriale. Le guardie divengono scelte in base al risultato di un esame di concorso.
Di norma si ammettono guardie con almeno tre anni di lodevole servizio e impeccabile condotta, oppure dopo un solo anno le guardie di ottima condotta provviste di licenza ginnasiale o tecnica, quelle che hanno servito nell'esercito, nell'armata o come guardie di finanza. L'esame si terrà nelle prefetture davanti ad apposita commissione di avanzamento.
Le promozioni da sotto-brigadiere a brigadiere sono conferite per meriti e in ragione dei posti vacanti a non prima di aver maturato almeno un anno di anzianità nel grado di sotto-brigadiere. Le promozioni da brigadiere a maresciallo sono conferite per meriti e per anzianità.

> Agenti Ausiliari

Gli agenti ausiliari fanno parte integrante del corpo delle guardie di città.
Sono ripartiti in prima, seconda e terza classe con relativo stipendio. Hanno i gradi rispettivamente di brigadiere, sotto-brigadiere e guardia di città.
Sono incaricati di disimpegnare servizi di ordine burocratico negli uffici di pubblica sicurezza. Contraggono ferma quinquennale e prestano giuramento innanzi al Prefetto. Dipendono direttamente dai funzionari di PS coi quali avranno in comune gli orari d'ufficio inclusi gli straordinari. Potranno tuttavia in ogni momento essere adibiti a servizi di ordine pubblico. Sono forniti di una tessera di riconoscimento rilasciata dal Prefetto. La promozione dalla 3^ alla 2^ classe è attribuita previo superamento di apposita prova scritta e orale. Gli ausiliari che si trovino in 2^ classe da almeno due anni che abbiano dimostrato attitudini al servizio e conoscenza della telegrafia, sono proposti dai Prefetti per la promozione alla 1^ classe. Gli agenti ausiliari dopo tre anni di servizio svolto nella prima classe possono concorrere alla promozione per maresciallo previo possesso dei seguenti requisiti:
1. statura non inferiore a metri 1.65
2. di sana e robusta costituzione fisica (certificata)
3. aver tenuto ottima condotta
4. dato prova di attività e interessamento al servizio
5. aver compiuto un tirocinio di mesi sei, disimpegnando le funzioni di brigadiere alla dipendenza diretta di un maresciallo
Gli agenti ausiliari sono dispensati dall'obbligo di vestire l'uniforme, e hanno facoltà di alloggiare fuori dalla caserma. Vanno armati di sola rivoltella.

> Divisa, oggetti di corredo, e armamento

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Dal 1890 al 1900,le uniformi delle Guardie di Città rimasero praticamente le stesse del vecchio Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza,con una eccezione : le Guardie di Città della Capitale formavano quasi un corpo separato, con uniformi differenti da quelle portate dai commilitoni del resto della penisola.
I motivi di questa scelta, che oggi appare incomprensibile, derivano probabilmente dallo speciale status di Roma come Capitale del Regno (anche Mussolini costituì una "Divisione speciale per la Capitale" degli Agenti di P.S.).
Sulla destra vediamo una Guardia di Città del periodo 1890-1899 in Grande Uniforme (che si distingue dall'Ordinaria per l'aggiunta del soggolo-treccia al kepì e per le cordelline e le spalline a nodo in lana turchina e una Guardia di Città della Capitale in uniforme ordinaria (nera, ad un petto, con filettature rosse e col berretto al posto del kepì).

Nel 1900 si mette mano ad una riorganizzazione delle Guardie.
Viene abolito il corpo separato di Roma, e vengono istituite delle nuove uniformi molto belle ed eleganti.
Giubba e pantaloni turchino scuro (blu notte) con filettature turchine (blu Savoia), e dei nuovi distintivi per i graduati simili a quelli dei Corazzieri Reali (filettature blu Savoia e foggia dei gradi verranno ripresi alla fine degli anni 30 dalla PAI).
A sinistra vediamo un "sottobrigadiere" in grande uniforme, che si distingue da quella ordinaria portata per servizio nelle strade delle città Italiane solo per l'aggiunta della treccia al kepì e delle spalline a nodo in lana azzurra mista a fili d'argento alle spalle della giubba.
Vediamo anche il particolare del colletto, con fioraggi semplici in filo d'argento, e del kepì

 

 

Ecco un Maresciallo in uniforme ordinaria (senza treccia al kepì e senza nodi alle spalle (notare però i passanti in gallone da Maresciallo bordati di azzurro).
Particolare del kepì e delle mostrine.

A differenza di Marescialli e Guardie, che portavano il kepì in servizio con l'uniforme ordinaria, e riservavano il berretto alla Caserma o all'uniforme da "campagna", gli Ufficiali indossavano il Kepì solo con la grande uniforme.
A fianco vediamo un "Ispettore comandante" (Tenente Colonnello) delle Guardie di città in uniforme Ordinaria.
Per gli Ufficiali ai pantaloni, invece della filettatura, una banda semplice color blù Savoia.
La grande uniforme prevede Kepì con distintivi di grado e treccia d'argento ed alla giubba spalline metalliche a frangia.

 

In concomitanza alle analoghe disposizioni per il Regio Esercito, anche per gli Ufficiali delle Guardie di Città vennero aboliti i distintivi di grado a fiore, sostituiti dalle stellette sulle controspalline.
Agli ufficiali, inoltre, venne concesso l'uso della sciarpa blù ed essi vennero dotati di piccola uniforme (col colletto in piedi).
A destra vediamo un "Comandante di 2 classe (Tenente) in Grande Uniforme ed un "Comandante di 3 classe (Sottotenente) in Piccola Uniforme.

 

 

 

Particolare del berretto e del fioraggio al colletto degli Ufficiali.

 

 

 

Tornando alle Guardie ed ai Graduati, ecco un Brigadiere in uniforme da campagna.

 

 

Nel periodo estivo,durante i mesi più caldi, in luogo della giubba doppiopetto di panno veniva portata una giubba di tela bianca, simile allo "spencer" estivo in dotazione al ramo mare delle Guardie di Città (vedi più sotto), ma accoppiata con pantaloni di panno blù filettati di azzurro e col kepì.
A sinistra vediamo una Guardia scelta , con questo tipo di combinazione estiva.

 

Guardie e Graduati avevano a disposizione anche un uniforme da fatica in panno turchino scuro con giubba monopetto ed una uniforme da fatica in tela bigia.
Le due divise potevano anche essere, a seconda dei casi o del clima, combinate insieme specie all'interno delle caserme.
A fianco vediamo una Guardia con giubba da fatica in panno e pantaloni da fatica in tela.
La seconda Guardia è abbigliata all'esatto opposto.
Con queste divise si portava il berretto di panno turchino scuro.
Il fregio per le Guardie era in lana bianca.

 

Graduati e Guardie di Città del "Ramo mare".

> Servizio in abiti borghesi

Nessun graduato ne guardia può vestire borghese se non per disposizione del Prefetto, sotto-Prefetto o Questore, nel qual caso sono armati della sola rivoltella e provvisti di dichiarazione scritta del comandante di compagnia, della brigata o sotto-brigata (...).
Non possono essere autorizzati a vestire borghese se non quegli agenti che diano prova di speciale attività nei servizi investigativi, di molta destrezza, prudenza, non disgiunte da condotta irreprensibile. Gli agenti richiesti dalle Autorità per servizi particolari hanno diritto alle relative indennità, i servizi richiesti possono essere:
_ Scorta o custodia nel territorio del comune di residenza
_ Scorte fuori dal comune
_ Assistenza agli uscieri giudiziari
_ Accompagnamenti e traduzioni straordinarie dei detenuti, sulle vie ordinarie, strade ferrate o piroscafi
_ Assistenza a feste da ballo
A graduati e guardie richiesti in assistenza agli agenti di finanza per visite e operazioni relative al sequestro in materia di contrabbando, o in assistenza agli esattori e loro messi per la riscossione delle imposte, spettano i compensi stabiliti in tali casi per l'arma de' reali carabinieri.

> Servizio Sanitario

Graduati e guardie infermi, per malattie che non superino i giorni cinque vengono curati in caserma. Le spese dei medicinali ed ogni altra cura sono a carico degli agenti. Quando si contragga malattia che necessita più di cinque giorni si provvede a inviare la guardia presso l'ospedale militare o in casi eccezionali in altro ospedale. Tutte le spese sono addebitate sullo stipendio della guardia. Gli agenti ammogliati possono farsi curare nella abitazione di famiglia. Se si possa dimostrare che la malattia è stata prodotta da causa diretta di servizio, la guardia viene rimborsata delle spese sostenute.

> Caserme e casermaggio

I graduati e le guardie, ad eccezione degli ammogliati, o vedovi con prole, sono accasermati. Oltre ai graduati celibi, per esigenza di servizio o di disciplina, il comandante, o il Prefetto, o sotto-Prefetto, potranno far pernottare per turno in caserma anche uno o più graduati ammogliati. Le caserme devono essere situate in luoghi sani, di passaggio, e adatti per la sorveglianza, fornite di acqua potabile in quantità sufficiente, e possibilmente provviste di due uscite.
Preferibilmente siano stabilite in fabbricati isolati e prossimi, se non attigui, agli uffici di pubblica sicurezza; ma in nessun caso possono essere collocate in stabili ove esistessero osterie, o in altro luogo di ritrovo pubblico, ne in comunicazione con abitazioni private.